Dry Martini: stile, storia e preparazione
Il Martini è uno dei cocktail più riconoscibili della cultura pop, anche grazie a James Bond. La celebre preferenza del personaggio per lo shaker non esaurisce però i modi di prepararlo: il Dry Martini classico viene normalmente mescolato con ghiaccio.
Gin, vermouth e temperatura
La struttura del cocktail si basa su gin e vermouth. Il tipo di vermouth e il rapporto tra gli ingredienti determinano quanto il risultato sia secco o più morbido. Nella versione dry descritta qui, il rapporto parte da quattro o più parti di gin per una parte di vermouth dry.
La temperatura è fondamentale. Raffredda il bicchiere e mescola gli ingredienti con ghiaccio per ottenere un drink freddo e ben diluito. La quantità di vermouth resta una scelta di gusto: il nome della variante aiuta a comunicare ciò che preferisci.
Tra storia e leggenda
Le origini del Martini non hanno un’unica ricostruzione condivisa. Uno dei racconti più noti lo collega al Knickerbocker Hotel di New York e a John D. Rockefeller, all’inizio del Novecento. Altri racconti e ricette precedenti rendono difficile attribuirlo a un solo inventore.
Nel tempo il Martini è diventato un simbolo di eleganza nei bar, nel cinema e nella letteratura. La sua forza visiva nasce anche dalla semplicità: una coppetta, pochi ingredienti e un ordine espresso con precisione.
La collezione Dry Martini
La collezione Cocktailored dedicata al Dry Martini riprende questo immaginario con dettagli da indossare ogni giorno. Il riferimento al classico incontra un tono più giocoso, mantenendo riconoscibile il drink.